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Fabrizio Bosso - Nato col jazz, vivo nella musica

Intervista a Fabrizio Bosso di Mauro Buonocore

"C'è bisogno di tutto: dei teatri, dei club, delle sale concerto per orchestre, degli spazi all'aperto". E lo stesso vale per i generi e per gli artisti con cui collaborare. Fabrizio Bosso vede così la sua musica: sempre in cerca di qualcosa di nuovo, di diverso e di stimolante. "Bisogna variare – dice – andare incontro a nuovi approcci e musicisti che sappiano accenderti interessi non sperimentati, passioni nuove". E quindi: via le etichette per definizioni sbrigative. "Non mi piace essere definito un jazzista, preferisco definirmi un musicista". Per raccontare l'attività e la sensibilità di un artista, una sola parola non basta.

"Chi è un jazzista? Che fa? È uno che suona solo swing, solo be-bop o hard-bop? La verità è che ti senti a tuo agio in moltissime situazioni diverse, con il tuo quartetto, con un duo, con l'orchestra, con le formazioni più varie. È vero, sicuramente sono cresciuto con il jazz ed è col jazz che si è maturata la mia formazione, che pure era iniziata con la musica classica. Ma la verità è che è sempre forte la necessità di misurarsi con nuovi musicisti, nuovi generi musicali, nuove atmosfere. Il jazz è dove mi sento a casa, è il mio linguaggio, però mi sembra un po' restrittivo utilizzare una semplice etichetta. La cosa importante è sapere cosa ti accade attorno e stare sempre con le orecchie molto aperte".

E ovviamente riuscire a collaborare con le persone con le quali capisci che puoi condividere, interessi, cose nuove da imparare. Come ad esempio Claudio Filippini (pianoforte), Rosario Bonaccorso (contrabbasso), Lorenzo Tucci (batteria) che formano con lui l'Enchantment Quartet, formazione nata per omaggiare "L'incantesimo di Nino Rota" con la London Symphony Orchestra. Il quartetto ha poi guadagnato vita autonoma e si è proposto al pubblico del Cotton Jazz Club Ascoli nel marzo 2013, in una serata in cui Bosso ha fatto apprezzare tutto il respiro della sua musica che oggi, dopo gli esordi precoci e folgoranti, lo porta ad essere considerato uno degli artisti di maggior talento della musica contemporanea.

Esordi che lui stesso, così si legge sul suo sito ufficiale, registra nel 1978, all'età di cinque anni. "In realtà ho avuto la prima tromba a tre anni, era di plastica. Poi all'età di cinque anni mi hanno regalato una tromba vera ed è lì che ho iniziato". Sin dall'inizio la passione è stata sempre per la tromba, strumento prescelto anche un po' per gioco ("Da bambino imitavo mio padre, trombettista, con lo strumento di plastica"), ma poi la musica è diventata presto una cosa seria, che era già scritta nel patrimonio genetico: "In famiglia ci sono molti musicisti, oltre a mio padre: un nonno batterista, l'altro nonno fisarmonicista, uno zio batterista. Anche se sono stato l'unico a prendere la via della musica per professione".

Una via che ne incrocia molte altre, fino ad arrivare dall'altra parte del mondo, e se gli chiedete che cosa gli interessa fare, la risposta è: "Un po' di vacanza". Due risate per svelare l'ironia, ma un po' di verità si nasconde anche dietro una battuta. "Musicalmente ho tante idee, ma avrei bisogno di un po' di tempo per fermarmi e metterle in ordine". Cominciando dai progetti che stanno dando parecchia soddisfazione, come il trio con Alberto Marsico all'organo e Alessandro Minetto alla batteria, recentemente portato in Giappone e il cui disco "Purple", pubblicato dalla Verve (Universal), propone una sintesi e una rilettura del tutto personale degli Spirituals.

"Ci sono poi varie formazioni con cui sono in giro – continua Bosso – tanta carne al fuoco e un'idea dedicata al duo con il pianista Julian "Oliver" Mazzariello. Giriamo molto, ultimamente siamo stati in Indonesia".

Ma tra un viaggio e una collaborazione, tra un'incursione tra i generi musicali e l'altra, Bosso avrà senz'altro modo di ascoltare che cosa fanno i suoi colleghi in giro per il mondo. Qualche nome? "Uno dei musicisti più interessanti credo sia Ambrose Akinmusire, un trombettista americano molto particolare. Non è uno di quei musicisti che può accontentare tutti, può non piacere affatto. Però ha un'idea di musica molto forte, alcune cose mi piacciono davvero tanto".

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