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Magazine

Editoriale n.1

di Emiliano D'Auria

Ero ancora un ragazzino quando, con di mio padre, entravo nello storico club di Largo Cattaneo. Ogni volta la stessa sensazione: qualcosa che non riuscivo fino in fondo a capire ma che mi attirava enormemente. L’atmosfera fumosa, le luci soffuse, tante persone e volti per me nuovi e soprattutto l’incontro con tantissimi musicisti di ogni nazionalità. E poi si cominciava, mio padre saliva sul palco e presentava la formazione della serata.

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Joe Barbieri - Musica e parole: un mood senza confini

Intervista a Joe Barbieri di Mauro Buonocore

Un'atmosfera inconfondibile che porta la musica oltre le frontiere, la svolta coraggiosa, il successo all'estero e la compagnia degli artisti più amati perché i compagni di viaggio si scelgono in un modo molto preciso, come diceva la mamma in napoletano verace. Joe Barbieri racconta le sue canzoni nella serata al Cotton Jazz Club Ascoli.

C'è un'atmosfera, nelle canzoni di Joe Barbieri, che le fa viaggiare per il mondo e che le fa suonare ed ascoltare oltre ogni confine naturale, geografico e musicale. Un'atmosfera che porta l'artista italiano a collaborare e confrontarsi con i musicisti che più ama, e che finiscono per innamorarsi della sua musica. Il suo Small Talk in Trio (con il pianoforte di Antonio Fresa e il contrabbasso di Giacomo Pedicini al fianco della voce e della chitarra di Barbieri) è un concerto che nasce dal desiderio di trovare un linguaggio intimo per le sue canzoni. "In fondo – racconta Joe – questa è la loro dimensione originale. È un tipo di concerto che facciamo da oltre dieci anni ed è la formula che secondo me fa emergere al meglio la musica, le parole, le pause, i silenzi: il rapporto che s'instaura con chi viene ad ascoltare è sempre molto profondo e intenso".

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Fabrizio Bosso - Nato col jazz, vivo nella musica

Intervista a Fabrizio Bosso di Mauro Buonocore

"C'è bisogno di tutto: dei teatri, dei club, delle sale concerto per orchestre, degli spazi all'aperto". E lo stesso vale per i generi e per gli artisti con cui collaborare. Fabrizio Bosso vede così la sua musica: sempre in cerca di qualcosa di nuovo, di diverso e di stimolante. "Bisogna variare – dice – andare incontro a nuovi approcci e musicisti che sappiano accenderti interessi non sperimentati, passioni nuove". E quindi: via le etichette per definizioni sbrigative. "Non mi piace essere definito un jazzista, preferisco definirmi un musicista". Per raccontare l'attività e la sensibilità di un artista, una sola parola non basta.

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